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MEDITAZIONE su Luca 2 : 25-38

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Natale, che tradizionalmente viene presentata come festa dell’amore, è anche una giornata che lascia dietro di sé tracce dolorose. Ci sono le solitudini, le malattie, vecchi conflitti mai chiariti; ci sono i muri dell’incapacità a vivere relazioni autentiche, vive, calde. Tutto questo va presentato là dove si presenta Gesù, al tempio, cioè là dove Dio è presente. Il tempio in questione non è necessariamente il luogo separato dal mondo; il tempio in questione può essere ed è qualsiasi luogo, perché in qualsiasi luogo è percepibile la parola e la presenza di Dio. 

In questa ultima domenica del 2019 ho voluto farci riascoltare il racconto dell’incontro tra il vecchio Simeone e il piccolo Gesù ma i personaggi oltre a Gesù sono quattro: due persone anziane, Simeone e Anna e, insieme a loro, Maria e Giuseppe. Un gruppetto di persone nelle quali possiamo sicuramente riconoscerci anche noi. Ma oltre alle persone c’è ancora un personaggio straordinario chiamato Spirito Santo perché è Dio stesso che si manifesta agli uomini.
Lo Spirito Santo è il regista di questo incontro.

Partiamo da Simeone.
Simeone è un uomo semplice ed è nel tempio di Gerusalemme perché è in attesa dell’opera di consolazione di Dio come era stato detto dal profeta: “Prorompete in grida di gioia, monti, poiché il Signore consola il suo popolo e ha pietà dei suoi afflitti” (Isaia 61:1-2).
E qui accade il fatto decisivo per la sua vita. Poter stringere tra le braccia Gesù, colui che ai suoi occhi rappresenta la luce per tutti i popoli. Che dono meraviglioso poter prendere in braccio il bambino Gesù!
Nella storia di Simeone c’è un particolare: la sua famiglia aveva un lungo passato alle spalle che risaliva a Giacobbe e a suo figlio Simeone, un figlio che Giacobbe non aveva benedetto, al contrario!! E oggi un discendente di questo Simeone, uno dei mille discendenti che ha portato sulle sue spalle la maledizione, ora fa l’esperienza della promessa di Dio, una promessa gioiosa e, stringendo Gesù tra le braccia, trasforma la maledizione in benedizione.

Il vangelo, accanto a Simeone, ci presenta Maria. E questa donna, di cui i vangeli parlano pochissimo, coscientemente ha accettato la benedizione di Dio, benedizione che comporterà anche una lacerazione: il figlio di questa donna non resterà un bambino quieto nel presepio, provocherà rotture e contraddizioni. A Maria viene annunciato il dolore che la raggiungerà come una spada e facilmente possiamo pensare alle mille madri che portano dentro di loro dolori immensi, che non hanno nome.

Accanto a Maria troviamo Giuseppe. Entrambi si meravigliano per quello che viene detto loro. E questo meravigliarsi è il nostro meravigliarci davanti all’agire di Dio. La meraviglia della fede!

E infine c’è Anna, una donna anziana, una vedova della tribù di Aser. Lei serve Dio restando nel tempio digiuna. E davanti a Gesù parla di lui a tutti quelli che aspettano la salvezza di Gerusalemme. Anna è la donna che profetizza e loda Dio, la donna che realizza la sua vita lodando Dio.
E qui siamo a un punto un po’ difficile perché spesso ci sentiamo bloccati in questo nostro bisogno di lodare Dio.
 
Cosa vorrei che rimanesse nei nostri cuori e nelle nostre menti in quest’ultima domenica dell’anno che prelude all’anno nuovo e ai nostri buoni propositi per il futuro? 

Simeone dice: “La salvezza di Dio è presente!” ed afferma che questa salvezza è per tutti i popoli… “luce per illuminare le nazioni”

La salvezza che ci è stata promessa non è solo per noi, e non dobbiamo avere paura di sapere che è anche per tutti gli altri popoli. Molti sono impauriti perché il nostro paese è “invaso” da popoli stranieri. Il fatto che la salvezza del nostro Dio coinvolga tutti, non sempre suscita l’allegrezza che questo messaggio merita!
La Parola di Dio ci annuncia salvezza, ci annuncia una umanità unita nell’amore di Dio, e noi costruiamo barriere per dividere i popoli che Dio vuole unire.
Dov’è la nostra fede nella Parola di Dio?

Seppelliamo in questo vecchio anno le paure e facciamoci cambiare dall’annuncio di grazia del Signore per sentire la potenza dello Spirito. Rinnoviamo la nostra fede e accogliamo, aiutati dall’amore di Dio, colui o colei così diversi da noi, per formare la nuova umanità del Signore, costruita con la potenza dello Spirito Santo. Amen 



1.    PREGHIERA
Signore, i nostri giorni passano e anche quest’anno volge al termine. L’annuncio della nascita di Tuo Figlio ha rischiarato i nostri giorni e ti chiediamo di rinnovare la nostra fede e riconoscerti come Salvatore, mediante il tuo Spirito, come hai promesso a Simeone.
Amen