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Lode suprema a Dio

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Lode suprema a Dio
(Sl 148; Ap 5:13-14) 2Cr 5:12-13
1 Alleluia.
Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nella distesa dove risplende la sua potenza.
2 Lodatelo per le sue gesta,
lodatelo secondo la sua somma grandezza.
3 Lodatelo con il suono della tromba,
lodatelo con il saltèrio e la cetra.
4 Lodatelo con il timpano e le danze,
lodatelo con gli strumenti a corda e con il flauto.
5 Lodatelo con cembali risonanti,
lodatelo con cembali squillanti.
6 Ogni creatura che respira,
lodi il SIGNORE.
Alleluia.

Il Salmo 150 appare la ciliegina sulla torta, la gustosa conclusione di un libro che è raccolta di preghiere più disparate. Letto così, però, il Salmo rischia di essere poco più che decorativo visto il suo vocabolario, abbastanza povero e scarno di variazioni. Un testo che vale la pena leggere, ma, che per la sua stessa posizione conclusiva, non merita troppo impegno meditativo.

Ma è così?

O piuttosto, la sua collocazione finale è teologica, ed assomiglia ad un canto che nella lode ricapitola ogni aspetto della preghiera: la gioia e il pianto, l'attesa di Dio, talvolta la rabbia, e soprattutto tutte le domande di cui il salterio è pieno?

Il libro dei Salmi è una raccolta di preghiere per persone non necessariamente devote. Che intendo dire?  Che il Salterio è  raccolta di tutto il portato della vita. Vi sono gioie e i dolori, i momenti solenni e liturgici, ma anche momenti bui della vita di chi si sente dimenticato, abbandonato, tradito da quelli che riteneva fossero suoi amici. E' talmente un libro poco adatto ad una devozione artificiale, di maniera, che perfino noi oggi, spesso rileggiamo queste preghiere omettendone parti che ci appaiono francamente troppo indigeste da un punto di vista spirituale.

Il Salmo 150 allora lo dovremmo immaginare non come la ciliegina sulla torna, ma il sacchetto di carta in cui si infila la baguette ancora calda. Esso avvolge tutte le preghiere dei 149 Salmi precedenti, in tutte le loro sfaccettature accogliendole con la lirica della lode.

Vediamolo un po' più da vicino:

1. Qual è il luogo della lode?

Facile: il suo santuario.  Dovremmo dire, rispetto ai tempi del salterio, il tempio di Gerusalemme.

In 2 Cronache 5, quando l'Arca dell'Alleanza fu trasportata nel tempio, viene descritto uno scenario solenne in cui questo Salmo si sarebbe potuto suonare  e cantare. Ascoltiamo:

"11 Mentre i sacerdoti uscivano dal luogo santo - poiché tutti i sacerdoti presenti si erano santificati senza osservare l'ordine delle classi, 12 e tutti i Leviti cantori, Asaf, Eman, Iedutun, i loro figli e i loro fratelli, vestiti di bisso, con cembali, saltèri e cetre stavano in piedi a oriente dell'altare, e con loro centoventi sacerdoti che suonavano la tromba - 13 mentre, dico, quelli che suonavano la tromba e quelli che cantavano, come un sol uomo, fecero udire all'unisono la voce per lodare e per celebrare il SIGNORE, e alzarono la voce al suono delle trombe, dei cembali e degli altri strumenti musicali, per lodare il SIGNORE «perch'egli è buono, perché la sua bontà dura in eterno!», avvenne che la casa, la casa del SIGNORE, fu riempita di una nuvola. 14 I sacerdoti non poterono rimanervi per svolgere il loro servizio a causa della nuvola; poiché la gloria del SIGNORE riempiva la casa di Dio."

Allelu-ja si compone di due parole, Allelu, che significa lodare, "noi lodiamo"  e il suffisso - ja che richiama il nome di Dio. E' una parola che ben si addice alla solennità del culto. E questa solennità è scandita da sacrifici, preghiere, abiti sacerdotali, ammennicoli di ogni tipo e infine il suono del corno e degli altri strumenti, come le trombe squillanti, i tamburi e gli strumenti a corda.

La lode a Dio si esprime nel luogo di incontro della comunità di fede. La gente conviene da ogni parte. Fa anche un lungo viaggio per recarvisi nel santuario, ma ne vale la pena! C'è da vedere, da ascoltare, da percepire profumi, e anche da mangiare. Tutto alla lode e alla gloria di Dio.

Eppure al nostro Salmo, questa solennità non basta. Il Santuario non è sufficiente.

La lode richiede spazi più ampi. Spazi aperti.

Egli non è forse il creatore? E allora il firmamento stesso è il suo santuario. Il tempio di Gerusalemme non è sufficiente, e neppure la religione con tutte le sue pratiche rituali basta. Il Signore deve essere lodato anche nella notte stellata dal suono degli astri, davanti al firmamento che parla di spazi infiniti, di tempi che non sono calcolabili col metro degli umani. Dio è il tornitore delle stelle, colui che riempie lo spazio e il tempo della sua potenza creativa.

Il Salmo che avvolge il salterio, acquista da subito un respiro universale. La lode dei canti nel tempio deve essere congrua con quella che canta l'intero universo. La lode a Dio deve essere cosmica.

2. Perché bisogna lodare Dio?

Anche qui, in un solo versetto, il Salmo segue una progressione.

Egli va lodato per le cose che ha compiute. I suoi atti sono prodigiosi. Come quando ha aperto le acque del Mar Rosso per riaprire una strada dove non era possibile trovarne una. E per estensione per aprire la Storia ogni volta che questa sembra essersi ficcata in un vicolo cieco. Dio è il liberatore del popolo, ecco perché deve essere lodato. Egli ha scelto Israele, lo ha eletto, lo nutrito, gli ha dato dignità, e lo ha liberato dal duro servaggio. Alleluia!

E noi come cristiani potremmo aggiungere a questi prodigi quello che consideriamo il più grande: Gesù di Nazareth, Cristo della fede. Egli ha dato la sua vita per la mia. Egli ha allargato la elezione di Israele ad ogni essere umano, annunciando e realizzando una salvezza offerta interamente per la grazia di Dio. Alleluia!

Dio va lodato a motivo di Cristo. Va lodato per la sua resurrezione, perché il Padre non l'ha lasciato nella tomba.

Egli ha compiuto prodigi nella mia vita e nella tua, quando ci ha sollevato in momenti in cui eravamo caduti in un laccio di sofferenza o di peccato. Ci ha già risuscitati numerose volte. Dio ha fatto grandi cose per me e per te. Atti prodigiosi. Ecco perché lo lodiamo. Alleluia.

Ma, attenzione, anche qui c'è un progressione, in parte inattesa. Nel versetto precedente più del tempio c'è il firmamento. In questo versetto più del suo agire, la lode si addice a Dio per ciò che Egli è.                   Ma noi che ne sappiamo di come Egli è?  Questa espressione non appare troppo retorica? Effettivamente rischia di esserlo, a meno che non comprendiamo che Dio lo conosciamo per quello che è, solo nella croce di Cristo. E' lì che Egli si rivela amore sublime. E' lì che amore e giustizia si incontrano e si baciano.

Ti amo e ti lodo per quello che sei, anche se ci sono cose che non comprendo,  perché so di essere inadeguato a valutare la tua "somma grandezza". Ti lodo perché mi fido di te, mi fido del tuo amore.

3. Come bisogna lodare Dio?

Qui anche c'è una progressione, ma  manca un elemento.

Ci saremmo aspettati che la prima parte del versetto fosse: "Meditando la Torah". O, se si preferisce, "Provando diletto nel mettere in pratica la Legge di Dio". Ricordate il Salmo 119? Il più lungo dei salmi. Una vera e propria sinfonia della Torah, celebrata in tutti i modi. Lì la lode viene dalla sua Legge.                                 Io non credo che l'orante se ne sia dimenticato. L'ha soltanto data per detta. Si rende lode a Dio mostrando fedeltà alla sua legge. Ubbidendo alla sua Parola.

Ma non basta. Le parole non bastano. Ci vuole la musica. Si lodi Dio con ogni sorta di strumenti musicali, esorta il salmista.

La musica è linguaggio universale, placa le ansie e trasmette speranza ("Or quando il cattivo spirito veniva su Saul, Davide prendeva l'arpa e si metteva a suonare; Saul si calmava, stava meglio e il cattivo spirito andava via da lui" 1 Samuele 16,23).

Parte una musica e un bambino anche solo di pochi mesi, già si muove nella culla, rispondendo col suo corpo al  ritmo. Infatti il bambino conosce la musica e il ritmo da quando sentiva, da tanto vicino, battere il cuore della mamma. Parte una antica melodia e la donna anziana e sopraffatta dai dolori della vecchiaia, si sente attraversata da una corrente vitale che la fa vibrare.

Il Salmo 150 è il salmo dei musici. Per una volta, qui,  non è la musica che prepara alla parola predicata, ma è piuttosto il sermone che finisce in un canto. E' la Parola che si trasforma in musica e porta consolazione, gioia, speranza, dove la parole umane non bastano più.

La musica si accompagna con le danze, forse perché la lode si addice ai corpi più che  alle anime. Danziamo solo quando ci abbandoniamo alla musica, quando siamo dimentichi di noi stessi e lasciamo che la musica ci attraversi come l'elettricità attraversa il filo della luce.

Quanti credenti, fedeli fino al martirio, sono morti con un inno sulle labbra? Quanti dinanzi ai propri aguzzini, hanno risposto alla tortura con un inno di lode a Dio. E c'è perfino di più, come nel caso di Sadrac, Mesac e Abed Nego, che strapparono dalla bocca del Re, il terribile Nabucodonosor, che li aveva fatti gettare nella fornace ardente, un canto di lode : "Benedetto sia il Dio di Sadrac, Mesac e Abed Nego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi che hanno confidato in lui, hanno trasgredito l'ordine del re, e hanno esposto i loro corpi per non servire, né adorare alcun altro Dio che il loro" (Daniele 3, 28ss) .

La lode a Dio si addice a uomini coraggiosi. E' molto di più che gratitudine per i propri agi, ma atto di resistenza morale e spirituale ai soprusi dei tiranni. Alleluia!

E arriviamo così all'ultimo versetto che è anche l'ultimo punto.

4. Chi deve lodare Dio?

"Kal haneshamma tehalel yah". "Ogni creatura che respira, lodi il Signore".

Tutti gli esseri umani? Di più!

Tutte le creature viventi? Sì. Tutto ciò che è vita, che respira. Perché Dio stesso è nel respiro di ogni creatura. "Tu dai il tuo respiro e ogni creatura, umana e animale, vive. Tu ritiri il loro fiato e muoiono", così si esprime il Salmo 104.

Dio si compiace delle parole del predicatore, come delle note dei musici. Dio accoglie le lode dagli esseri umani, senza riguardo a popoli, razza o religione, ma accoglie anche il canto del gallo, il gracidare della rana nello stagno, il raglio dell'asino e il nitrito del cavallo. Nel respiro della creatura vivente Egli ha messo il canto della lode. Ecco perché dobbiamo stare attenti a non mortificare questo canto nelle altre creature viventi.

Avete mai visto come va una mucca al macello? O come grida di dolore un maiale mentre viene ucciso? La lode a Dio ci chiama ad una nuova responsabilità verso il mondo animale.

Non voglio fare discorsi massimalisti o intimidatori, ma la maniera in cui gli animali vengono trattati per gli scopi umani, soprattutto negli allevamenti intensivi, manifesta un disprezzo verso la vita, che poi spesso è lo stesso disprezzo anche per gli altri esseri umani considerati inferiori,  nemici o clandestini.

Dio si aspetta una lode che gli giunga dal respiro della vita che Egli ha creata.

 

OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
Sia lode a Dio perché siamo qui nella assemblea dei credenti.
Oggi rendiamo lode a Dio con tutto ciò che abbiamo fatto come chiesa, in questo anno ecclesiastico.
E rendiamo lode a Dio per ogni persona che ha dato la  decima delle sue sostanze e del suo tempo e, così, ha sostenuto la chiesa anche quando non gli/le è stato facile.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
La lode a Dio perché siamo parte del firmamento, in cui il nostro pianeta è come un granello di sabbia.  Tutto il cosmo celebra l'artefice di ogni cosa ed ogni cosa canta a Dio perché è stata fatta "buona".
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
Sia lode a Dio per le vittorie e per le sconfitte. Sì anche per le sconfitte, perché in esse il Signore ci ha insegnato, spesso, più cose di quando tutto è filato liscio
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
E sia lode a Dio per ogni popolo. Per quelli che hanno ricevuto ogni bene dalla sua mano e da cui Egli si aspetta generosità e gratitudine. Ma sia  lode a Dio, ancor di più per quelli che soffrono: siriani, curdi, yemeniti, palestinesi, ecuadoregni e venezuelani: sia lode a Te, o Dio,  perché tu vieni a liberarli dalla morsa della violenza e dei tiranni e vieni a stabilire la tua shalom, nella giustizia.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
E sia lode a Dio per ogni creatura vivente, per ogni passero e per ogni animale della savana; per la corsa del giaguaro e per quella della gazzella.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
E per tutte le creature degli abissi, che non vediamo e per  quelle  che l'uomo non ha ancora classificato e sulle quali non ha ancora esteso il suo dominio distruttivo.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
Sia lode al Signore per i mari e per gli oceani, per le montagne e per le colline. La lode salga da ogni valle in cui riecheggia il fragore della cascata. Sia lode a Dio per gli astri e per le stelle, per la luna e per il sole, per il cielo e per la terra.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
E sia lode a te per questi 5 anni in questa chiesa. Per l'onore che mi hai concesso di essere co-pastore di questo straordinario campionario di umanità.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE
 
La nostra lode é per i tuoi atti prodigiosi, o Dio. Quelli coi quali ci hai donato la vita e riesci a tenerci in vita malgrado tutti i nostri disastri. Ma la lode ti raggiunga per ciò che tu sei: il Dio misericordioso che abbiamo conosciuto nel volto di Cristo e nel dono della sua vita sulla croce.
 
OGNI CREATURA CHE RESPIRA DIA LODE AL SIGNORE

Vogliamo renderti lode con la voce e col canto, con le nostre azioni e con la nostra gioia, con le lacrime e coi sorrisi. Col nostro respiro... fino all'ultimo respiro

Amen. Alleluia!