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L'età della tecnica

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Testo: Proverbi 8

Alcuni definiscono la nostra l'età della tecnica.
Questo certamente ha a che fare con l'uso della tecnologia, in particolare con l'uso estensivo di questa.
Cerco di spiegarmi meglio.
Se mi strappo un capello questo non cambia nulla della mia persona. Se mi stacco due capelli, questo non cambia nulla, ma se me li strappo tutti, divento calvo. Vale a dire che la quantità di capelli strappati, fa una differenza anche qualitativa. Cambia lo scenario,  perché trasforma la mia immagine da persona con una normale capigliatura ad un calvo.
La stessa cosa vale per il nostro discorso. Se una persona usa un cellulare, questo non cambia sostanzialmente nulla, ma se tutti, anziani, giovani, e bambini usano il cellulare questo comporta un cambiamento sociale significativo. Se poi uno passa continuamente dal cellulare alla televisione, al videogioco, e poi usa il computer per fare operazioni in banca, e fa accertamenti sanitari mediante accorgimenti tecnologici molto sofisticati, e prenota un biglietto ferroviario col telefonino, e paga il supermercato con un mezzo elettronico ecc, questo genera delle trasformazioni anche nel modo di pensare. Può diventare un nuovo modus vivendi, che genera delle trasformazioni culturali non prevedibili.
Perciò quando si dice che questa è l'età della tecnica, si dice che è una era dominata, in maniera pervasiva dalla logica della tecnica. E qual è questa logica?  E' che tutto ciò che è tecnicamente corretto è anche considerato moralmente accettabile.
 
Facciamo un  esempio.
Una notizia di cronaca di qualche giorno fa ha riportato di uno scandalo di alcune banche che mediante alcuni funzionari hanno venduto, come forma di investimento, ad alcuni vip, dei diamanti. Si è scoperto infatti, che questi erano però largamente sovrastimati. Per cui le persone in questione hanno di fatto subito una truffa dell'ordine di centinaia di migliaia di euro, se non di milioni. La truffa è stata compiuta facilmente sulla base del fatto che valutare tecnicamente il valore di una pietra preziosa è una cosa molto complessa che i compratori, ovviamente, non erano in grado di fare.
Domanda: il funzionario che ha suggerito quell'investimento di cosa è perseguibile? Molto probabilmente di nulla. Egli ha solo eseguito "tecnicamente" degli ordini dei suoi superiori ed ha applicato una procedura "tecnicamente" corretta (egli stesso non poteva sapere il reale valore delle pietre che vendeva). Si vedrà se sarà perseguibile la banca, ma lui soggettivamente non si sente affatto disonesto. "Ho eseguito degli ordini e applicato un protocollo", questa è la sua risposta.
 
Facciamo un altro esempio.
Se andiamo nel bresciano e ci trasferiamo in una di quelle fabbriche che producono mine antiuomo, che come Paese esportiamo e che stanno facendo migliaia di morti nello Yemen, come chiamiamo quegli operai? Criminali, guerrafondai?
"No". E' la loro risposta. "Siamo solo operai. Non facciamo altro che eseguire tecnicamente delle procedure di produzione". 
Essi potranno accettare di essere giudicati buoni o cattivi operai in base al fatto che avranno eseguito con scrupolo e competenza i protocolli di produzione loro assegnati.
Ovviamente la questione non è nuova.
Quando chiesero con insistenza al pilota dell'aereo che aveva sganciato la bomba su Hiroshima, come si era sentito a eseguire del tragico comando, egli prima si rifiutò di rispondere e poi con un certo fastidio disse che lui aveva solamente applicato degli ordini che aveva messo in sequenza in maniera tecnicamente scrupolosa.
Sono le stesse giustificazioni a cui si è appellato Eichmann il famoso criminale nazista al suo processo e di cui ci ha parlato la filosofa Hanna Arendt, in quel testo che porta il titolo de'  "La banalità del male".
 
Cosa è cambiato allora nell'era della tecnica?  E' cambiato che la tecnica non è più una questione che riguarda alcuni segmenti della vita, ma si è estesa, praticamente su tutto e  tutti. E quindi chi parla di era della tecnica, sta dicendo che viviamo in una tempo in cui noi siamo utilizzatori estensivi di una logica i cui meccanismi in larga misura ignoriamo. E che quindi, ad esempio non comandano i politici democraticamente eletti dal popolo, anche se danno l'impressione di farlo. Ad essi è sostanzialmente lasciato il registro della retorica e della passione, ma poi sostanzialmente ignorano quello che fanno.  Non guidano l'ethos  di un paese i valori morali o religiosi della sua tradizione e non decidono neppure, come sembrerebbe, gli economisti, ma la tecnica. Una logica, a volte perversa, che non tiene in alcun conto dei diritti della persona e dei valori umani.
Domina quella che un altro filosofo che chiamato la logica del "Pensiero Calcolante".
 
Nell'era della tecnica vale più un "like" sui social che un ragionamento su cosa sia giusto o cosa sbagliato.
 
Ricordate la vicenda di Manduria di qualche giorno fa, quella dell'anziano maestro vessato ripetutamente da una banda di ragazzi che si sono divertiti a infliggergli una tortura fisica e psicologica, fino a determinarne con molta probabilità,  la morte? Le scene sono  state accuratamente riprese dai cellulari dei ragazzi e poi condivise. Come se ricevere tanti "like" per un agire del genere di per sé rendesse simili imprese moralmente plausibili, almeno agli occhi degli sprovveduti di coloro che  le hanno commesse. Ecco come alcuni utilizzano la tecnica come un fine piuttosto che come un mezzo.
 
Dinanzi a questo scenario, la parola biblica di questa mattina è una boccata di ossigeno.
Essa ci dice che prima che qualunque cosa fosse creata da Dio, la Saggezza era presente presso Lui come un artefice, (come tradurre questa parola? Artigiana, esecutrice?).
 
Secondo la parola biblica ogni cosa che è stata creata da Dio è stata "impastata" con questa Saggezza.
E che cos'è o chi la Saggezza? E' ciò che tiene insieme tutte le cose del mondo creato. E' la logica divina e benigna del mondo. Ella, rappresentata come una donna, è principio di vita. Ella chiama agli angoli delle strade. Si offre  a chi ha grandi responsabilità nel mondo della politica, perché agisca per il bene comune. Ma si offre anche al cittadino ordinario, perché si comporti con buon senso, non faccia del male agli altri, perché questa è l'unica maniera per aver fiducia che altri non facciano del male a lui/lei gratuitamente.
 La Saggezza è il principio dello stare bene al mondo, del saper vivere. Ed è anche, secondo il testo poetico che abbiamo letto, il motivo della "gaiezza di Dio". Quindi, potremmo dire, che la Saggezza  promette felicità e benessere a quelli che riconoscono la sua voce.
 
La Saggezza si trova in tutto ciò che è stato creato, perché tutto è stato creato per mezzo di lei. E se tu vorrai ascoltarne la voce e comprenderne il richiamo potrai vivere saggiamente, vale a dire in maniera assennata.
Quando Michelangelo ha dipinto la Creazione di Adamo, nel rappresentare Dio che si protende per trasferire la vita nell'uomo  mediante quel tocco delle dita, lo ha rappresentato con un braccio intorno al collo ad una figura femminile. Secondo alcuni critici dell'arte si tratta  proprio della Saggezza di cui parla Proverbi 8.
E' certo, comunque,  che quando l'evangelista Giovanni nel Prologo, parla di Gesù Cristo come del Logos che era dal principio con Dio, fin dal tempo della creazione, si é certamente ispirato anche a questa pagina del libro dei Proverbi che gli ha offerto le categorie concettuali per parlare della pre-esistenza di Cristo.
 
Cari fratelli e sorelle  l'età della tecnica  nella quale viviamo, esercita una forte influenza, che talvolta può portarci allo smarrimento etico.
Essere cristiani, anche se non ce ne eravamo ancora accorti, si sta facendo sempre più difficile. Essere generosi, altruisti, o più semplicemente persone giuste, diventa sempre più rischioso.
La complessità è spesso  una scusa o una giustificazione per renderci complici di azioni anche molto inique.
Perciò in questo momento abbiamo bisogno di fare molta "palestra spirituale". Andare in chiesa non basta. Bisogna che ci lasciamo plasmare da questa Saggezza biblica con cui Dio ha impastato tutte le cose. Bisogna che impariamo a dire dei "no", e che ci esercitiamo ad un sano anticonformismo anche a prezzo di qualcosa in termini di carriera, o di privilegi personali.
"Chi pecca contro questa Saggezza pecca contro se stesso, e quelli che odiano questa saggezza, mostrano di amare la morte", recita il nostro testo.
Possiamo compiere piccoli gesti quotidiani di resistenza a questo smarrimento etico, solamente se sappiamo vedere e ascoltare la Saggezza in tutte le cose. Ossia se siamo capaci di un pensiero meditativo.
 
Pensare è divenuto un atto etico fondamentale.
 
In questo atteggiamento resistente, io vedo anche l'unica maniera per essere lieti in questo tempo di "passioni tristi". In questa adesione alla armonia di tutte le cose sta anche la possibile esuberanza della letizia che si rallegra al cospetto di Dio.
 
Vi auguro e mi auguro che possiamo testimoniare questa saggezza ai nostri figli e nipoti. Per dimostrare loro che in Cristo abbiamo trovato il principio di una vita armoniosa. Che nel perdono che abbiamo ricevuto per i nostri peccati, c'è il segreto di un atteggiamento non giudicante verso la vita degli altri. Che nella generosità che Cristo ha vissuto per noi, abbiamo trovato la medicina per la nostra buona salute psichica e per il nostro buonumore.
 
Pratichiamo la saggezza. Chiediamoci quando siamo posti davanti a palesi iniquità, cosa ci dice la Saggezza divina che si nasconde e si palesa nelle situazioni stesse della vita. Riflettiamo, preghiamo e poi agiamo risolutamente! Dimostriamo che un altro modo di  stare al mondo è possibile. Un modo che preservi l'umanità del nostro volto e non sfiguri quello dell'altro essere umano.
 
In Cristo, confessiamo, questa mattina, che abbiamo trovato il principio della Sapienza.
Infatti, "noi predichiamo Cristo, potenza e sapienza di Dio" (1 Corinzi 1,24)
Alleluia. Amen