Questo sito web utilizza cookie per fornirti la migliore esperienza di navigazione.

Il circolo vizioso

Share Button

Testo: Marco 5, 25-34

Partiamo da un'immagine. Un lavabo pieno d'acqua fino all'orlo. A questo viene levato il tappo e  osserviamo. Si forma un vortice per effetto del peso stesso dell'acqua che la risucchia verso il basso, formando un cono rovesciato. Guardiamo attentamente una piccola briciola in sospensione che lentamente viene catturata dal vortice e comincia a girare sempre più velocemente man mano che  si avvicina al centro. La particella aumenta la sua velocità fino ad essere inghiottita dal vortice e sparire nel suo buco nero.

L'immagine mi serve per illustrare una condizione in cui alcuni si vengono a trovare in certi momenti della vita. Sono quasi sicuro che si tratti di una esperienza che in forme più o meno acute ha coinvolto, se non tutti, una larga maggioranza di noi che si trova qui. E' il meccanismo del circolo vizioso.

Per una ragione non facile da spiegare, o che forse ha mille possibili cause e nessuna spiegazione definitiva, per un motivo complesso e in parte misterioso, qualcuno leva il tappo, ed ecco che cominciamo ad essere presi da un circolo vizioso. Facciamo un pensiero negativo, ad esempio, "nessuno mi ama veramente, neppure mia madre,  neppure mio marito, neppure mio figlio". E chissà perché questo pensiero lo ripetiamo nella mente più volte, fino a diventare un tarlo. E cosa succede? Succede che ogni cosa che accade ci pare confermare questo pensiero. E mentre ci sentiamo confermati in questo pensiero ci comportiamo con gli altri, compresi madre, marito o figlia, come se non ci amassero. Sicché  abbiamo sempre di più parole di biasimo e di rimprovero per loro, per ogni piccola cosa. E questo cosa comporta? Che diventiamo insopportabili, al punto che gli altri, cominciano a manifestare il loro disagio ad avere a che fare con noi. Ma questa manifestazione, a sua volta,  diventa la nostra conferma. "Hai visto che non mi sbagliavo? Hai visto che nessuno mi ama?" ripete soddisfatta una vocina malefica interiore.

Il circolo vizioso diventa un incantesimo, nel quale precipitiamo come la particella del vortice. Un vortice che ci tira giù e porta con sé tutte le cose. Ne va del nostro lavoro, delle nostre relazioni, della nostra salute pressoria e psicologica, insomma ne va della nostra stessa gioia di vivere.

Scaviamo noi stessi, con le nostre mani, il fosso nel quale finiremo seppelliti.

I circoli viziosi nei quali scocca questo maleficio possono essere tanti  e possono avere a che fare col lavoro, con le nostre relazioni affettive,  col nostro aspetto fisico sempre troppo grassi o troppo magri.

Eccone un esempio:

"Marcella si sente brutta, e più si sente brutta più mangia, più mangerebbe (perché tanto ormai); oppure digiuna per recuperare, poi sgarra per fame e ristramangia. Allora si sente ancora più grassa e brutta, e non va in palestra perché è grassa e brutta, si deprime e mangia: il suo aspetto peggiora per la sua inadeguatezza. La causa diventa effetto.  E poi litiga perché sta male, ma poi sta male perché litiga. Si sente in colpa di sentirsi in colpa, si arrabbia di essersi arrabbiata. Si dispera perché è depressa e la depressione aumenta.

Ci vorrebbe un elicottero per portarla in salvo da tutti questi gorghi morali.

Il fatto è che non basta dirle che la sua premessa è sbagliata, che se si amasse, invece di avere questo atteggiamento quasi di attacco autoimmune, di invalidazione sistematica di sé, sarebbe libera, e ben più leggera che dopo una dieta riuscita".

 Ecco il dramma, di Marcella e di ciascuno di noi quando finiamo dentro uno di questi ingorghi negativi:  diventiamo inconsapevolmente alimentatori della nostra infelicità.

Io credo che questo meccanismo sia molto diffuso e sia avviato spesso da fuori di noi, da alcune cose che stanno nell'aria. E' stato detto che viviamo nel tempo della rabbia. La rabbia sembra essere il sentimento più diffuso, e più immediato. Scossa per nulla.  Basta che la tua macchina si spenga al semaforo quando scatta il verde per sentire la rabbia di quello che ti sta dietro. Questo sentimento è spesso il tappo che viene tolto, inizia l'ingorgo, poi su questo ognuno ci mette del proprio sulla base del proprio vissuto. 

Grazie a Dio, molto spesso ne veniamo fuori. Molte volte siamo solo lambiti dal fenomeno e non travolti. Alcune volte, semplicemente  volgiamo l'attenzione a qualcosa di positivo o magari ci aiuta  qualcuno che ha verso di noi una parola o un gesto di genuina simpatia che sappiamo riconoscere. Altre volte cerchiamo noi stessi di spezzare l'incantesimo. Vero è che certe volte cerchiamo di farlo mettendo in atto un altro circolo vizioso. Ad esempio la persona che cerca di interrompere il circolo vizioso, bevendo un bicchiere di vino, e poi due, o poi tre. Oppure la persona che si reca a fare acquisti fino al punto che lo shopping diventa compulsivo e rovinoso.

 Il testo che abbiamo letto è esemplificativo di come Gesù si presenti nella nostra vita a spezzare il circolo vizioso della infelicità.

Una donna era dentro un circolo vizioso da dodici anni. Ella aveva perdite di sangue. Era andata da molti medici. Ma, lo sappiamo, certe volte ci imbattiamo in persone che o per incompetenza o per opportunismo, sfruttano il nostro disagio, proponendoci rimedi costosi e inutili e cercano di approfittarsene. Conclusione, dopo dodici anni la donna è più povera, ma sempre più debilitata.  Il circolo vizioso di questa donna aveva risucchiato altri aspetti della sua vita: ella,a causa delle sue perdite, era ritualmente impura, secondo il codice biblico di Santità, (vedi Levitico 15,19ss) e quindi era esclusa, anche dalla vita di culto, e non poteva avere contatti con altre persone. Un malessere ne alimenta un altro e da fisico diviene sociale e spirituale, gettando la donna in uno stato di isolamento e disperazione. Siamo davanti ad un caso di vortice distruttivo, di sortilegio, che sembra non possa essere risolto in alcun modo.

A questo punto compare Gesù. Gesù ha il potere di rompere la spirale negativa e mortale per la donna. La donna lo intuisce, forse perché ha sentito parlare di lui, suggerisce il testo . Non si può dire che si tratti  ancora di fede da parte della donna. Potrebbe trattarsi semplicemente dell'ennesima speranza di vedere la sua situazione penosa, interrotta, fermata. Così la donna si accinge a fare un altro tentativo.

Ma il circolo vizioso non ammette che lei possa avvicinarsi a Gesù. Innanzitutto perché l'accesso non è libero, c'è tanta gente intorno a lui. E poi perché la Torah lo vieta e se qualcuno che la conosce la vede, potrebbe andare perfino incontro  a delle sanzioni. Ma la volontà di guarire è più forte, l'istinto vitale non si lascia soffocare. E dunque ella osa, trasgredisce, lo tocca.

"E in quell'istante la emorragia ristagnò", ella ne ebbe la percezione precisa. Ovviamente per constare la guarigione, quella donna, come chiunque altro, avrebbe avuto bisogno di giorni, forse settimane, per essere certa che, effettivamente, le perdite erano alleggerite fino a rientrare nei flussi ordinari delle donne . Per guarire ci vuole tempo, ma per rompere il circolo vizioso malefico basta un istante e tu lo puoi percepire: "E' stato alle tre del pomeriggio. Anzi è stato alle 15,  6 minuti e trentadue secondi.

Gesù se ne accorge. Gesù si rende conto che una potenza è uscita da lui. Egli si gira intorno per vedere "colei" che lo aveva toccato. Nel pronome il testo ci offre una indicazione. Gesù la conosce. Sa già chi è. La cerca e malgrado l'incredulità dei discepoli la identifica.

Ma a questo punto la donna è paurosa e tremante . Ella sa che è bastato un istante per guarire e che ne basterà  un altro per farla ripiombare nell'abisso. Gesù potrebbe svergognarla pubblicamente, potrebbe maledirla, potrebbe invocare una punizione. E quindi al primo atto di coraggio, quasi anonimo del tocco, adesso ella decide di inchinarsi davanti a lui e dire tutta la verità. La donna fa outing. 

E qui accade la seconda parte del miracolo, non meno importante. Gesù le dice,  "Figliola, la tua fede ti ha salvata; va' in pace e sii guarita dal tuo male".

Queste parole di Gesù sono fondamentali.

Il testo ha già chiarito che il miracolo era avvenuto istantaneamente. E questo per il potere di Gesù.  Il tocco di Gesù è condizione necessaria. Esso  ha la forza di compiere gratuitamente, quello che tanti medici a parcella, non erano stati capaci di fare. La donna lo sperava. Gesù lo sapeva e lo compie.

Ma il miracolo non è finito. La grazia di Dio evidenzia l'importanza dell'agire della donna, la quale si mostra coraggiosa. Ella osa, accetta l'azione rischiosa pur di spezzare il suo circolo vizioso. Gesù si accorge non soltanto di essere stato toccato in maniera diversa da quella donna, rispetto a tutti quelli che gli si accalcavano intorno, ma anche riconosce e verbalizza pubblicamente l'encomio per quella donna e per il suo gesto trasgressivo.

Io dico sempre che la dichiarazione pubblica di Gesù è anche un atto di guarigione sociale, in special modo di tutti quegli uomini che gli stavano intorno e che avevano alimentato quel circolo vizioso col loro pregiudizio religioso.

In fondo si trattava solo di una donna con un ciclo mensile più prolungato del solito. (Infatti se si fosse trattato di una reale emorragia non avrebbe potuto vivere 12 anni). E Gesù spezza non solo il circolo vizioso della donna ma anche quello della società che le sta intorno.

Qual è il senso di questo miracolo?

Il senso è che Gesù viene a interrompere l'incantesimo nel quale la nostra vita si era bloccata, fino al punto da avvizzire ed essere risucchiata nel vortice del nulla. Ma che questo accade anche per il coraggio, la decisione,  che la donna mostra di avere. Il terapeuta è Cristo, non c'è dubbio. Ma questo non significa che la donna sia lasciata passiva.

Mi chiedo e vi chiedo: chi tra noi, in questo momento in questo periodo, è oggetto ad un circolo vizioso? Chi sta vivendo una profonda infelicità, perché un pensiero negativo se n'è portato appresso un altro, fino a paralizzarlo in una condizione di permanente tristezza? Chi si sente perduto in un vortice di negatività dal quale dispera di poter uscire?

Se c'è qualcuno, o più di uno qui... nessuno può saperlo  meglio della persona interessata. La folla di quelli che stanno intorno a Gesù non hanno la benché minima idea di quello che  sta accadendo.

Ma Gesù è qui. Gesù continua ad avere questo potere. Gesù ha il potere di rompere l'incantesimo e di mettere in atto circoli virtuosi nella tua vita. Quando? Domani? No, a cominciare da questo istante.

Egli è in grado di fermare la nostra emorragia di vita. Egli è in grado di interrompere il gioco perverso del diavolo che da troppo tempo ci tiene in ostaggio. Sei in grado di crederlo? O almeno di intuire, che qui, proprio ora, si sta giocando una possibilità decisiva e positiva per la tua vita?

Se sì, ti chiedo compiere un gesto, dimentico di quel che dice la gente, perché il pregiudizio della gente, seppure involontariamente, potrebbe aver contribuito al tuo circolo vizioso. E' compito tuo rompere il circolo vizioso. Cristo ti salva. Ma ti salva esattamente affrancandoti dal tuo circolo vizioso.

Allora ti chiedo di strappare il foglietto che hai ricevuto, proprio come faccio io. Lasciamo che il Signore rompa i nostri circoli viziosi per mettere in atto una sequenza di eventi virtuosi e positivi.              
                   Lasciate che io concluda con le parole di Paolo ai Romani al capitolo 5                                 1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; 3 non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza, 4 la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza. 5 Or la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato.
 Imbocchiamo la via della "cornucopia" che di spirale in spirale si allarga ad una abbondanza senza fine. Dalla sofferenza alla pazienza, dalla pazienza all'esperienza e da questa alla speranza e all'azione dell'amore di Dio in noi mediante lo Spirito Santo.
 

Lettura consigliata "Il bello di uscire dagli schemi" Olga Chiaia Ed. Feltrinelli, 2017