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Dai timori della notte alla luce del sole!

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Testo: Giovanni 3, 1-21

Cosa si agita nel cuore umano? Quali grovigli di pensieri, sentimenti, quali dubbi, incertezze, quali speranze, quali amarezze, quali tormenti? Ogni uomo, ogni donna è un mistero. Spesso siamo un mistero a noi stessi. Indecifrabile.
Cosa si agitasse nel cuore di quest’uomo anziano, Nicodemo, che decise di andare da Gesù di notte, davvero non sappiamo. Qualcosa trapela dalle frasi che l’evangelista riporta di questo dialogo. Un uomo colpito dai “segni” che Gesù faceva. Un uomo che cerca di capire chi è Gesù. Un uomo che tuttavia non si vuole esporre troppo, che vuole restare nell’ombra, almeno per il momento. Il testo che abbiamo letto riporta tre domande e tre risposte e poi man mano che il racconto procede Nicodemo sembra quasi dimenticato. Al solo Gesù viene lasciata la parola. Nicodemo silenziosamente sparisce nell’ombra della notte da dove è venuto, custodendo le parole di Gesù. Ricomparirà più avanti in posti cruciali del Vangelo.

Questo è un testo denso. Poche battute prima, alla fine del capitolo precedente l’evangelista annotava: “Mentre egli era a Gerusalemme, alla festa di Pasqua molti credettero nel suo nome vedendo i segni miracolosi che egli  faceva. Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo” (Giov 2, 23-25).
Gesù non si fidava di coloro che avevano “creduto” in lui solo perché avevano visto i segni che lui faceva. Gesù cambiava l’acqua in vino, guariva i malati. E le persone credevano in lui. Ma Gesù non si fidava di loro conoscendo quello che serbavano nel cuore.
Nicodemo era andato nella notte da Gesù perché aveva capito che Gesù era “un dottore che veniva da Dio perché – aveva detto -  nessuno può fare questi segni miracolosi se Dio non è con lui”.
Possiamo dire che questo episodio si potrebbe intitolare “Una catechesi per superare una fede basata sui miracoli”. Un segno miracoloso può essere un primo passo che indica Cristo ma poi bisogna superare questo stadio e andare oltre. Perché? Perché la fede nei miracoli è una fede centrata su sé stessi, sui vantaggi da guadagnarsi, una fede attratta dagli effetti speciali, che risolve i problemi, una fede soprattutto che vuole  vedere per credere. Ma “Gesù – è scritto – non si fidava di loro”. Perché se hai una fede per la quale vuoi continuamente vedere risultati prodigiosi, quando verrà il momento che questi risultati prodigiosi non ci saranno, quando ti sembrerà di vivere nella contraddizione e nell’insuccesso, questa fede scintillante e superficiale finirà, allora tu volterai le spalle deluso e cercherai altre soluzioni ai tuoi problemi. Perciò si annota che Gesù non si fidava di loro. E’ interessante notare che la fede va in entrambe le direzioni. Non solo noi dobbiamo imparare ad avere fiducia in Gesù ma anche Gesù deve acquistare fiducia in noi. Allora se il titolo di questo brano potrebbe essere “Una catechesi per superare una fede basata sui miracoli” il sottotitolo potrebbe essere: “Cosa fare perché Gesù si fidi di noi”.

E allora andiamo a vedere. A Nicodemo che accenna ai segni che Gesù ha fatto e che afferma che Gesù doveva perciò essere “un dottore che veniva da Dio”, Gesù risponde in maniera apparentemente bizzarra. Gesù non parla di sé stesso e non spiega come mai opera segni miracolosi, non parla di come Dio è con lui ma dice: “In verità in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il Regno di Dio”. Tutte e tre le risposte a Nicodemo sono precedute da questo “In verità in verità ti dico”. Gesù prende molto sul serio quell’uomo che era venuto ad incontrarlo e non perché fosse uno dei capi del popolo, uno dei 70 anziani che costituivano il Sinedrio, la massima assemblea deliberativa del popolo ebraico, ma perché prendeva sempre sul serio le persone che sinceramente lo interpellavano. “Devi nascere di nuovo” gli disse. Questa frase può essere anche tradotta: “Devi essere rigenerato dall’alto”. Negli altri Vangeli è ricordata un’altra frase con un significato molto simile: “Se non diventate come bambini non potete ereditare il Regno di Dio” (Matteo 18, 3). Rinascere, essere rigenerati dall’alto, diventare come bambini.
Al membro del Sinedrio Gesù chiede di accostarsi a Dio come farebbe un bambino. La sua posizione nella società, la sua reputazione, tutta la sua cultura, tutto ciò che si era conquistato nella vita, nulla di questo era importante, anzi poteva essere di intralcio al suo rapporto con Dio. “Rinasci Nicodemo! Lascia stare ciò che ti fa sentire importante, quello che hai paura di perdere”. Gesù “conosceva quello che era nell’uomo”. Nicodemo era andato da Gesù di notte per non farsi vedere, lui maestro di Israele andava da un oscuro rabbino galileo molto controverso… sapeva che i suoi eminenti colleghi l’avrebbero criticato, avrebbero riso di lui. Nicodemo – dice Gesù - devi lasciar perdere tutto questo e rinascere, tornare bambino.
L’anziano Nicodemo comprende l’invito in senso letterale e chiede: come è possibile rinascere quando si è già vecchi? Si rientra nel ventre materno per poi rinascere?
Gesù continua la sua catechesi notturna e gli dice: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio.  Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito».
Il significato non è letterale ma spirituale.  Gesù chiarisce che l’invito iniziale va compreso in un altro modo: rinascere è essere rigenerati attraverso l’acqua – e qui si allude all’acqua battesimale – e  lo Spirito Santo. L’acqua è segno di pentimento e purificazione e lo Spirito è soffio di vita nuova, soffio vitale del Dio capace di creare e ricreare, di far vivere e far rivivere.

Nicodemo  sembra smarrito, meravigliato… Gesù spiega: lo Spirito è come il vento. Il vento non dipende da te, non lo puoi imbrigliare. Resta un mistero l’origine e la direzione del vento. Il vento tu non lo vedi e anche lo Spirito non lo puoi vedere, non ne conosci origine e direzione, eppure sai che c’è, il vento. Lo senti sulla pelle, lo vedi all’opera, ne senti il rumore, vedi gli effetti della sua forza intorno a te. Lo Spirito Santo è il vento, il soffio di Dio (in ebraico l’unica parola per vento, soffio, Spirito è la stessa , RUACH).
Nicodemo sente questa parola così nuova, diversa da tutte le altre parole, ancora non afferra e chiede ancora, è la stessa domanda di prima: «Come possono avvenire queste cose?».
Come avviene la rigenerazione di un vecchio attraverso lo Spirito? Oh non c’è bisogno di essere avanti negli anni per fare dentro di noi la stessa domanda. Si può essere giovani e sentirsi già vecchi, immobilizzati, incapaci di dare una svolta radicale alla propria vita.  Una vita che ci appare già segnata,  piena di condizionamenti, dove ci sentiamo sempre sotto accusa, sotto giudizio, dove la nostra stabilità ci appare minacciata ogni momento, le nostre abitudini anche quelle peggiori sembrano radicate (quante volte abbiamo sentito la nostra stessa voce ripetere: “Cosa posso fare, sono fatto così!”?).
Io sono quello che sono, quello che sono diventato, con le mie relazioni scadenti, la colpa non è mia ma di quello o di quell’altro, ma ora è così, non posso cambiare.
Nicodemo è sfidato da una parola che parla di acqua che lava le sporcizie dell’anima, che parla di vento rigeneratore. Si sente profondamente attratto da questa possibilità ma la teme allo stesso tempo.
Quando nasci la prima volta non scegli tu di nascere, ma ora è diverso. Gesù parla di una necessità, quella di essere rigenerato dall’alto, di essere investito dallo Spirito di vita e rigenerato, Nicodemo chiede: “«Come possono avvenire queste cose?».
C’è un’altra persona che 30 anni prima aveva fatto una domanda molto simile. Era una ragazza giovanissima a cui si annunciava una gravidanza speciale. Un angelo le aveva detto: “Ecco tu concepirai e partorirai un figlio e gli  porrai nome Gesù”. E lei aveva chiesto come Nicodemo: “Come avverrà questo?”. L’angelo le aveva risposto: “Lo Spirito santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con l’ombra sua”.
Ciò che è impossibile, ciò che ci sembra impossibile, la rigenerazione, la generazione dall’Alto, Dio lo rende possibile. Dio generò Gesù nel grembo accogliente di Maria che disse all’angelo: “Ecco, sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola”.
Ciò  che avvenne a Maria può accadere a Nicodemo alla sua età, può accadere a ciascuno e a ciascuna di noi proprio se sembra che la nostra vita sia bloccata, se ci sembra che le relazioni che viviamo siano diventati lacci opprimenti ma non riusciamo a liberarcene, se le critiche degli altri ci immobilizzano, se pensiamo che ormai non ci può accadere niente di bello e di nuovo.
Gesù sapeva che Nicodemo si sentiva proprio così e gli disse qualcosa come “Ma come fai a non capire, Nicodemo? Non sei tu il maestro?”.  Poi gli parlò di sé, del suo rapporto unico con Dio. Gli parlò della sua missione, del progetto di salvezza che Dio aveva in serbo per l’umanità. A Nicodemo Gesù svelò il Vangelo: “Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. E alla fine dice qualcosa che parla al cuore: “Chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte;  ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio». Nicodemo era venuto di notte da Gesù, si era nascosto come un malfattore, la parola finale che Gesù gli rivolge è un’esortazione a venire alla luce: “Ma chi mette in pratica la verità viene alla luce”.
Il Vangelo di Giovanni  è molto generoso perché non lascia Nicodemo dileguarsi nella notte ma ce lo ripresenta quando prende posizione apertamente e coraggiosamente per Gesù affrontando le critiche e l’ironia degli altri anziani del popolo (7, 51) senza più nascondersi e quando insieme a Giuseppe di Arimatea si prese cura del corpo di Gesù dopo la sua morte. Dunque Nicodemo dalla notte del nascondimento trovò il coraggio di venire alla luce e fece nella sua vecchiaia cose che sarebbero state ricordate per sempre.
La catechesi di Gesù a superare una fede basata sui miracoli riuscì bene.
Che sia così per ognuno e ognuna di noi. Qualsiasi sia la nostra età è possibile rinascere, essere rigenerati dall’alto, dallo Spirito di Dio che è Spirito di vita. La nostra vita può cambiare. Lo Spirito opera misteriosamente, non possiamo vederlo all’opera ma ne vediamo gli effetti. Diciamo come Maria: “Ecco, mi sia fatto secondo la tua parola”. Vedremo che come Gesù cresceva nel grembo accogliente di Maria così crescerà in noi la vita nuova che lo Spirito è capace di creare. Non dite: Non è possibile, perché a Dio tutto è possibile!