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PROSSIMAMENTE

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Programma anno 2018 - 19

Accoglietevi gli uni gli altri
come anche Cristo vi ha accolti
per la gloria di Dio”
Romani 15, 7

La citazione appare molto semplice, quasi una raccomandazione fra le righe di una lettera che a quel punto ha già proposto e illustrato fondamentali questioni teologiche.
Essere accoglienti l’uno verso l’altro/a appare perfino ovvio, quasi una questione di buona educazione. Come potrebbe invitare all’ascolto della Parola una comunità cristiana che non sia capace di esprimere un clima di cordialità, di amicizia, di reciproca accoglienza?

Eppure c’è molto di più che una questione di buona educazione se leggiamo e meditiamo su questo appello paolino sullo sfondo di un momento storico – il nostro – in cui nuovi rigurgiti di xenofobia e  dissotterrati razzismi si esprimono con linguaggi violenti nel quotidiano e in cui la distorsione della verità prende il posto della fatica di un’informazione paziente e accurata. E in una fase storica in cui anche le chiese sono trasversalmente attraversate da intolleranza e divisioni.

Dunque anche a partire dal Manifesto sull’accoglienza diffuso dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, offriamo su questo tema varie occasioni di formazione e lo facciamo a largo raggio. Tutti e tutte infatti che vogliano condividere questo percorso con noi sono benvenuti/e! Formazione è infatti anche confronto e dialogo fra persone diverse e irriducibilmente uniche.

Siamo convinti/e che sul tema dell’accoglienza si giochi non solo il futuro del nostro continente, oggi più che mai disorientato e diviso, ma anche la nostra stessa umanità e, per le chiese cristiane, la nostra vocazione.
E non è poco davvero!

Meditazione della settimana

Testo: Apocalisse 3, 20

Siamo reduci da pochi giorni dai festeggiamenti familiari e collettivi per l'inizio dell'anno nuovo. Con più o meno sfarzo, abbiamo sollevato i calici per brindare ad un anno di salute, di prosperità, di buona sorte, di amore...
Sono certo che ci sarà qualcuno che avrà voluto cominciare il nuovo anno con una preghiera di ringraziamento a Dio, quasi sempre seguito da abbracci ai propri cari.
Per molti è andata così.
Non per tutti però.
Alcuni nel 2018, o negli anni precedenti hanno perso il proprio compagno, qualcuna ha perso la salute, qualcun altro ancora, più drammaticamente, ha perso il proprio

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