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In missione di conforto.

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 Paolo ci dice che la consolazione fa parte del nome di Dio, Egli lo chiama il Dio di ogni consolazione. Egli può consolare dice Paolo da “qualunque afflizione”, da qualunque afflizione.
E’ un affermazione forte, piena di fiducia. Paolo sa bene quello che dice. Lui stesso in questa lettera elenca le sue sofferenze e sono davvero tante. Battuto, lapidato, imprigionato, naufrago, affamato e infreddolito, coinvolto in viaggi pericolosi, ingiuriato e calunniato, ammalato di una malattia dalla quale non sarebbe mai guarito, Paolo sapeva quello che diceva quando parlava di sofferenza fisica e psicologica. Ma l’Iddio di ogni consolazione lo consolava ogni volta.
Il Dio di  ogni consolazione poteva consolare perché aveva sofferto e soffriva anch’Egli insieme al suo popolo, insieme al suo Figlio. Dio può consolare perché in Cristo risorto Egli è stato consolato. Consolatore è l’altro nome di Dio, il Dio Spirito è il Consolatore.
Questa è la quarta settimana che i nostri locali di culto soni chiusi. E’ un tempo lungo. Lunghissimo E non si vede ancora all’orizzonte la fine di questa quarantena e quindi ogni giorno di più prendiamo coscienza che questo tempo sospeso e pieno di insidie e di incertezza, anche di dolore e solitudine durerà ancora del tempo. Ma se i locali di culto sono chiusi, non è chiusa la chiesa. Perché la chiesa siamo noi, siamo noi i convocati dalla parola, raccolti e presenti anche in questo momento. E questa lettera che millenni fa Paolo scrisse al corpo vivo della chiesa di Corinto chiama anche noi alla consolazione e alla perseveranza nella prova.
Noi siamo il tempio del Signore, la Parola abita in noi ed è la parola del Dio di ogni consolazione. Ma non solo questo. Noi proprio come l’apostolo siamo mandati in missione di conforto gli uni alle altre.
Stiamo saldi nelle consolazioni di Dio, consapevoli della presenza dello Spirito in noi e fra noi. Ma siamo anche disponibili a portare agli altri la consolazione. Come? Con la preghiera, la parola, la presenza anche se da lontano. La parola di Paolo risuona ancora per voi:
“La nostra speranza nei vostri riguardi è salda sapendo che come siete partecipi delle sofferenze siete anche partecipi della consolazione”. Amen