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La Storia dei Battisti in Italia

 

L'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia

Il passo definitivo per una radicale italianizzazione delle chiese battiste già in corso prima, si diede nel 1956 con la costituzione dell'Unione Cristiana Evangelica Battista d'Italia. Il solo nome è già un programma di quanto si era affermata un'identità battista che si sentiva saldamente istallata nella realtà italiana e identificata con l'evangelismo come un insieme. Questa doppia istanza nazionale e ecumenica segna positivamente l'identità delle chiese battiste. Parte da questo primo passo il processo che portò alla definitiva indipen­denza culturale, teologica ed economica dalla Missione americana. A questo traguardo non si è giunti senza crisi, controversie e difficoltà. Alcuni dei nodi teologici che riguardano l'ecclesio­logia non sono stati ancora risolti.
Dal dopoguerra ad oggi le chiese battiste hanno vissuto altre crisi che hanno segnato il loro sviluppo. Da una parte l'emigrazione per motivi economici ha colpito duramente le chie­se, soprattutto quelle meridionali, dagli anni 50 in poi. Le perdite sono state di due tipi. In un primo momento emigravano i contadini e gli operai non specializzati verso l'Europa o l'Ita­lia del Nord. In un secondo momento, dagli anni 70 in poi, emi­grano i cervelli, i giovani laureati o diplomati. Le chiese sottoposte a questa continua perdita di membri di base e dirigen­ti non riescono a colmare le lacune esistenti fra le generazioni. In altri casi mancano una o due generazioni e le chiese entrano in una seria crisi di sopravvivenza.
Il miracolo economico e l'accesso alla scuola pubblica da parte di tutti provocò una crisi diversa. Alcuni l'hanno definita l'imborghesimento delle chiese. Aumentò nelle chiese il numero di diplomati, laureati e professionisti e il benessere dei membri. Questo alterò la fisionomia tipica delle chiese battiste proleta­rie e contadine, popolane delle prime fasi. Cambiò il rigore etico, morale, si arrestò l'evangelizzazione, le attività eccle­siastiche mutarono forma e contenuto. Entrarono nelle chiese senza mediazioni efficaci istanze critiche e razionalistiche, politiche e sociali per le quali le chiese non erano pronte. Ne seguì un divario fra la vecchia generazione e la generazione emergente imborghesita, e la generazione dei giovani in effervescenza per le illusioni del 68. Il clima che si creò fu devastante per le chiese che non erano pronte al processo di secolarizzazione.
Il recupero e il rilancio delle chiese battiste avvenne dalla fine degli anni settanta ad oggi. Si giunse ad una piena indipendenza dalla Missione Americana. Fu riorganizzata l'Unione sulla base della solidarietà fra le chiese. Fu istituito un efficace Piano di Cooperazione per mettere insieme le risorse economiche delle chiese per favorire lo sviluppo delle chiese più deboli. E' stata elaborata una Confessione di fede, rielaborati il Regolamento e gli Ordinamenti. Infine, nel 1995 è stata firmata l’Intesa con lo Stato italiano e si è giunti alla piena indipendenza economica.